Curiosità su aggiornamento

Domande inerenti al gestore dei pacchetti di Arch Linux
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marmotta
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Curiosità su aggiornamento

Messaggio da marmotta » 17 aprile 2014, 0:49

Me lo son sempre chiesto.... ma che succede effettivamente mentre aggiorniamo i pacchetti con pacman? Mi spiego meglio: pacman aggiorna qualsiasi cosa, ad esempio ora ho gnome in esecuzione eppure sta aggiornando tutti i pacchetti di gnome come nulla fosse! Come fa ad aggiornare un qualcosa che è in esecuzione? Immagino che semplicemente non lo faccia... quindi? Copia tutti i nuovi files in una locazione temporanea e al riavvio li sostituisce? A me non pare che faccia una cosa del genere... il riavvio successivo si svolge esattamente come quello precedente, e allora come fa?

Si deduce che dopo un aggiornamento di pacman conviene sempre riavviare.... o no? Se continuo a fare aggiornamenti senza mai riavviare che succede? Vanno tutti accantonati chissà dove nel filesystem fino al riavvio? E se non riavvio per mesi e mesi??????? D'altronde il mio è un server e riavviare in continuazione è un pò fastidioso....

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4javier
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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da 4javier » 17 aprile 2014, 1:22

I programmi che hai in esecuzione sono tutti caricati in ram. Lui aggiornando sostituisce la copia su memoria di massa. Quindi al prossimo riavvio del programma caricherà in ram i nuovi file.
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marmotta
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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da marmotta » 17 aprile 2014, 13:36

4javier ha scritto:I programmi che hai in esecuzione sono tutti caricati in ram. Lui aggiornando sostituisce la copia su memoria di massa. Quindi al prossimo riavvio del programma caricherà in ram i nuovi file.
Sicuro? Un "pacchetto" non è composto da un solo file binario (che è quello che risiede in ram) ma da diversi file e non sono caricati tutti in ram. Se io aggiorno e mi sostituisce tutti questi file, il file binario (residente in ram) si troverà a lavorare con file modificati per una versione diversa rispetto a quella in esecuzione :?

Senza contare la confusione che si verrebbe a creare con le dipendenze.... mettiamo che riavvio un programma appena aggiornato. Ma le sue dipendenze (anche loro aggiornate) non vengono riavviate e in memoria ci sono le versioni vecchie magari non compatibili con il programma ora aggiornato!

Che confusione! :? :? :lol:

Di sicuro mi sembra di capire che sia necessario il riavvio ad ogni aggiornamento con pacman :wink:

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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da KleinerMann » 21 maggio 2014, 10:11

marmotta ha scritto:Di sicuro mi sembra di capire che sia necessario il riavvio ad ogni aggiornamento con pacman :wink:
Mmm non direi. Perchè riavviare tutto il sistema? È sufficiente, anche se spesso non strettamente necessario, riavviare i programmi appena aggiornati. Personalmente non riavvio quasi mai dopo un aggiornamento, le uniche volte che lo faccio è quando ho la necessità di caricare un modulo nel kernel e quest'ultimo è stato appena aggiornato...
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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da Dusty » 21 maggio 2014, 12:41

marmotta ha scritto:Si deduce che dopo un aggiornamento di pacman conviene sempre riavviare.... o no?
Secondo me, la risposta giusta è ... dipende !
Quando aggiorni un pacchetto corri sempre il rischio di comprometterne temporaneamente il funzionamento, perchè una parte potrebbe essere in RAM, ed i moduli aggiornati potrebbero avere incompatibilità con quelli precedenti.
Ribadisco: potrebbero !
Quindi, se aggiorni spesso e vedi, a occhio, che gli aggiornamenti sono tutti conosciuti e sicuramente coinvolgono componenti inattive e non critiche, allora puoi anche non riavviare.
Se aggiorni un singolo pacchetto (lo so che è sconsigliato) e sai per certo che è inattivo, allora puoi anche non riavviare.
Se aggiorni con poca frequenza (una settimana, un mese ?) ed ogni volta entra una montagna di roba, allora IMHO è fortemente consigliabile riavviare.
Aggiungerei anche che in questo ultimo caso conviene operare in root e rigorosamente senza grafica.
E comunque mi sembrano questioni di lana caprina, perchè un riavvio costa solo un paio di minuti-

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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da marmotta » 21 maggio 2014, 13:31

Dusty ha scritto:Secondo me, la risposta giusta è ... dipende !
Quando aggiorni un pacchetto corri sempre il rischio di comprometterne temporaneamente il funzionamento, perchè una parte potrebbe essere in RAM, ed i moduli aggiornati potrebbero avere incompatibilità con quelli precedenti.
Ribadisco: potrebbero !
Quindi, se aggiorni spesso e vedi, a occhio, che gli aggiornamenti sono tutti conosciuti e sicuramente coinvolgono componenti inattive e non critiche, allora puoi anche non riavviare.
Se aggiorni un singolo pacchetto (lo so che è sconsigliato) e sai per certo che è inattivo, allora puoi anche non riavviare.
Se aggiorni con poca frequenza (una settimana, un mese ?) ed ogni volta entra una montagna di roba, allora IMHO è fortemente consigliabile riavviare.
Aggiungerei anche che in questo ultimo caso conviene operare in root e rigorosamente senza grafica.
E comunque mi sembrano questioni di lana caprina, perchè un riavvio costa solo un paio di minuti-
Si è vero che ci vogliono 2 minuti, ma se Arch è installato su un server puo' essere una rottura. Ti saltano tutti i "mount" nei client, se funge da gateway o server dns ti salta la connessione ad internet, se lo usi per backup automatici rischi di segarne uno a metà, ecc..... senza contare le magagne che possono uscire dopo l'aggiornamento. E' anche vero che Arch non è certo una distro per server, ma a me piace tanto! :lol: Vorrei solo che pur mantenendo la sua filosofia rilasciassero gli aggiornamenti solo quando sono davvero stabili e senza causare conflitti. A volte mi sembra una distro per betatester.... ma per questo c'è gia la repo "test".

P.s. ad esempio è un mese che non posso più bloccare lo schermo di gnome perché gdm non è compatibile con gli ultimi catalyst, la colpa maggiore è di Amd che fa i driver che sembrano costantemente dei beta! Ma anche rilasciare una nuova versione di gdm che è risaputo non andare d'accordo con gli ultimi driver video... non era più corretto che fosse un aggiornamento facoltativo magari con una nota che avvisava del problema?

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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da tumbler » 23 maggio 2014, 21:18

@marmotta
tutto giusto ma se scegli un rolling-release da usare come server non puoi lamentarti di aggiornamenti troppo veloci e poco testati eheheheh
Io fossi in te opterei per debian wheezy ... allora si che dormi tranquillo

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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da marmotta » 23 maggio 2014, 21:27

tumbler ha scritto:@marmotta
tutto giusto ma se scegli un rolling-release da usare come server non puoi lamentarti di aggiornamenti troppo veloci e poco testati eheheheh
Io fossi in te opterei per debian wheezy ... allora si che dormi tranquillo
Hai perfettamente ragione, ne sono consapevole. Ma Debian è davvero "vecchio" :mrgreen: addirittura non è ancora passato a systemd! Inoltre adoro le rolling perchè non ti costringono a upgrade radicali ma si procede a piccoli passi! Senza contare la proverbiale "semplicita" (vedi senza fronzoli) di Arch.

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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da ange » 23 maggio 2014, 22:04

Prova Ubuntu Server (CentOS la scarterei a priori, visto che se già trovi vecchia la Stable figurarsi questa distro :D). Pacchetti più aggiornati, abbastanza stabile e comunque gli upgrades con do-release-upgrade non rompono il sistema :D
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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da marmotta » 24 maggio 2014, 1:02

ange ha scritto:Prova Ubuntu Server (CentOS la scarterei a priori, visto che se già trovi vecchia la Stable figurarsi questa distro :D). Pacchetti più aggiornati, abbastanza stabile e comunque gli upgrades con do-release-upgrade non rompono il sistema :D
Ubuntu non è anche lui fermo a sysv (o come lo chiamano loro: upstart)? Sara una stupidata ma ci ho messo un po capire il funzionamento di systemd e ora che l'ho capito (e mi ci trovo bene) tornare indietro è difficile..... :oops:

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Re: Curiosità su aggiornamento

Messaggio da ange » 24 maggio 2014, 12:54

Ubuntu e Debian si stanno avviando per implementare SystemD.
Comunque ci terrei a precisare che mentre Debian continua ad utilizzare Sysv (visto che il cambiamento avverrà con Debian 8 Jessie), Ubuntu usa un suo prodotto chiamato Upstart (che io avrei preferito per una Debian), che verrà (purtroppo) abbandonato in favore di Systemd tra qualche release, ma è comunque già possibile utilizzarlo aggiungendo una piccola stringa al boot (come facevamo noi fino a poco fa).
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