WhatsApp: devo soccombere per forza?

Tutto ciò che altrimenti sarebbe OT
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allinone
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WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da allinone » 26 maggio 2017, 19:31

Buonasera, forse c'entra poco con Arch e forse è un post dettato più dalla frustrazione che dalla speranza di trovare una via d'uscita :( .
C'entra poco con Arch vero, ma utilizzando Linux e nello specifico Arch, qualcosa c'entra.
Molti mi dicono che sono arroccato sulle mie convinzioni, alle volte anche contro i miei interessi.
Certo qui il discorso potrebbe andare a filosofeggiare ed analizzare quanto le convinzioni di ognuno di noi siano dettate dai propri principi.
Quindi lasciamo perdere e veniamo al dunque:
oggi ricevo un email di un cliente che mi dice " dai, organizzati mettiti sto whatsapp...così facciamo....così possiamo...così poi...", ovviamente lui ignaro che tale mia mancanza è figlia di una scelta, di una convinzione.
Devo dire che fino ad oggi ho desistito dall'installare app di questo genere, utilizzando esclusivamente repository f-droid, se non altro per mettermi di traverso, per arginare, aimè in modo del tutto insignificante.
Allora faccio delle ricerche che possano in modo legale aggirare questa situazione:
- installare whatsapp senza numero
- comunicare con l'utente whatsapp attraverso altra applicazione
- acqusistare (legalmente) sim anonima da destinare a tale uso
- acquistare numero cellulare voip

Ricerche fin'ora inutili. La mia speranza è che ci sia tra voi qualcuno che abbia affrontato il quesito in modo più approfondito e abbia trovato una strada per non rinunciare alla prorpia privacy.

Un saluto, Andrea

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da TheSaint » 26 maggio 2017, 21:20

Io ho messo whatsapp. Come altri programmi di IM cercando di prenderti un numero di telefono. (per citare Gmail, Skype, Viber, Yahoo).
Per whatsapp, lo puoi installare ed usare con wine (WhatsappTime). Ma comunque devi avere un telefono dove è installato. Diverse volte quando avvii quello del computer, vuole la conferma da quello dello smartphone con la scansione del QRcode che appare. Il numero di telefono serve la attivazione del servizio alla registrazione nuova. Di seguito non importa se hai cambiato numero.
La privatezza è una chimera che si chiama solitudine. Quando ti priverai di tutti i dispositivi elettronici, in particolare quelli con una comunicazione da qualche parte allora potrai magari avere la tua privatezza. Ancora meglio quando viaggi a piedi, non hai un recapito e magari vivi in una giungla remota in un posto che pochi conoscono che esiste, come una isoletta sotto le Mauritius.
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VenereNera
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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da VenereNera » 26 maggio 2017, 22:13

Alla fine siamo noi che dobbiamo creare dei confini, creare aree dove da una parte l' uso o immersione nella rete sia profonda, verso un target preciso e l' altra più restrittiva, circoscritta, della serie ''per tanti ma non per tutti''. Personalmente uso due telefoni, uno per lavoro sempre acceso e l' altro privato. Idem nei social networking, un profilo costruito ''sul lavoro > per il lavoro'' e uno privato. Allo stato attuale non è possibile star sopra le parti, magari poco ma ci devi star dentro, devi essere raggiungibile. Poi le info di te che passi o trasmetti, lo decidi te.

Se poi la questione è: mi sta sulle scatole il fatto che per avere una mail, un account, devo inserire il mio numero di telefono. Una volta con amici e conoscenti ci si incontrava nei locali o da qualche parte e poi si decideva... adesso tutto via IM, prima ci si raccontavano cose... adesso ci si passa il link o il video stupido oppure l' immagine che volete. Adesso son tutti professori, medici, avvocati o che so io e invece...
Purtroppo al giorno d' oggi sei tracciabile, puoi anche cancellare i cookie, usare solo contanti, usare un vecchio gsm da 20€ per telefonare/sms e basta, in rete usare uno pseudonimo, ma alla fine tutto questo genera un profilo, quindi un target sfruttabile.

Bye ^_^

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da caruso spaonazzo » 26 maggio 2017, 22:34

allinone ha scritto: Ricerche fin'ora inutili. La mia speranza è che ci sia tra voi qualcuno che abbia affrontato il quesito in modo più approfondito e abbia trovato una strada per non rinunciare alla prorpia privacy.
quello degli alice in chains si è ucciso, ma non ha fatto bene

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da VenereNera » 27 maggio 2017, 0:01

caruso spaonazzo ha scritto: quello degli alice in chains si è ucciso, ma non ha fatto bene
[OT]Spero non sia un riferimento a Chris Cornell perché non c' entra nulla col gruppo Alice in Chains.[/OT]

allinone
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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da allinone » 27 maggio 2017, 9:59

La privatezza è una chimera che si chiama solitudine
ma è anche una parola che oggi va a lambire i confini di un'altra parola molto importante: Libertà
Rischio di sembrare retorico, lo so, ma quello che mi fa inc...re è che non possiamo avere degli standard, siano essi protocolli, software, etc. in mano a privati che spesso sono più potenti (economicamente parlando) di stati interi e quindi forti da potersene fregare di eventuali sanzioni emesse per questa o quella violazione. Lo standard per definizione dovrebbe essere pubblico, aperto, libero.
Poi tu azienda vuoi darmi un servizio gratuito che possa generare profitto? Bene. Ma questo non significa che debba esistere un sisteme legale che consente all'azienda di privarmi della mia libertà.
Certo io posso sempre scegliere se attivare o non attivare quel servizio. Giusto. Ma pensa ad un servizio gratuito ( e cito Report) che tra le condizioni accettate avesse quella di rinunciare al tuo primogenito? Ovvio è un esempio.
Quello che voglio dire che uno stato dovrebbe garantire tutti, che in fondo sono lo stato stesso.
Basterebbero delle regole semplici. Ok, mi dai il servizio gratuito in cambio mi becco la pubblicità, ma non posso darti la mia vita. Non dovrebbe esistere questa condizione.
Se poi la questione è: mi sta sulle scatole il fatto che per av...
Ma questo è secondario anche se personalmente preferisco telefonarti e regalarmi un emozione che non sia una faccina.
Il fatto è uno solo: per poter lavorare e rispondere a dei messaggi devo soccombere. Dai, è deprimente.

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da TheSaint » 27 maggio 2017, 14:01

Hai ancora la libertà di fare l' eremita esente dalla contaminazione di questo progresso.
Io per esempio non uso Google per la ricerca. Però c'è aria viziata che se non accetti uno determinato modo non puoi vivere con questa società.
Mi vien anche da pensare che ormai, molti di noi non saprebbero che fare in un mondo che non ci fosse pubblicità. Il panico ?
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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da Deimoss » 27 maggio 2017, 14:07

Ti capisco.. Anch'io vorrei tirarmi fuori da whatsapp.. Ho fatto l'errore quand'ero più piccolo, e ci capivo poco di ste cose, di iscrivermi, e ora me ne sono pentito, ma causa amici e ragazza "devo per forza" tenerlo.. Grazie a Dio non ho fatto anche l'errore di mettermi su FB o altri social, e quindi riesco a starmene fuori.

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da allinone » 27 maggio 2017, 19:15

Hai ancora la libertà di fare l' eremita esente dalla contaminazione di questo progresso.
Questo mi ha fatto sorridere, dico veramente :)
Io per esempio non uso Google per la ricerca. Però c'è aria viziata che se non accetti uno determinato modo non puoi vivere con questa società.
Anche io non uso Google, uso DuckDuckGo, uso Openstreemap, uso Osmand, uso Linux e un'altro numero non identificato di software che fanno a cazzotti con il mio lavoro. Ed ogni giorno m'invento il modo di essere io compatibile con quello che fuori chiamano standard e che standard non è.
E ti giuro che ti dico questo non perché sono in cerca di chissà che cosa. Te lo dico perché ci credo.
Poi lo so, che nonostante tutto, come dici tu, c'è comunque aria viziata.
Allora io tengo per quanto possibile tutte le finestre aperte per far cambiare quest'aria. Ed ogni volta che devo cedere è come chiudere una finestra. Così domani quando comprerò un nuovo telefono, una nuova sim ed installerò WhatsApp avrò chiuso un'altra finestra.

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da caruso spaonazzo » 29 maggio 2017, 12:54

VenereNera ha scritto:
caruso spaonazzo ha scritto: quello degli alice in chains si è ucciso, ma non ha fatto bene
[OT]Spero non sia un riferimento a Chris Cornell perché non c' entra nulla col gruppo Alice in Chains.[/OT]
quale disco ti piace degli alice in chains? a me jar of flies

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da centoventicinque » 7 agosto 2017, 11:22

Ti scrive un talebano digitale.

In senso stretto del termine sono sociopatico , nella vita reale pre social non apprezzavo le macchine fotografiche , ora passo il mio tempo in pubblico ( tra amici etc) ad accertarmi di essere alle spalle del fotografo di turno , perché la mia richiesta di non essere messo online è vana.

Fino a qualche mese fa non usavo servizi IM , solo telegram perché c'è il gruppo del lug locale.

Però poi per lavoro , a seguito di decine di clienti che me lo chiedevano, ho ceduto .

Ti dico quella che è la mia realtà dei fatti con gli amici.

Gruppi su gruppi organizzativi che nel 90% dei casi ( ovvero quando non ho preso le redini) non hanno portato a nulla .

Gente che mi manda le catene e le bufale on line e poco altro.

Quindi vantaggi veri non ne ho avuti, se non fosse per quei clienti che me lo chiedono lo toglierei ieri

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da l3o » 24 settembre 2017, 14:10

La soluzione ci sarebbe già... pensate che bello un mondo con xmpp come standard (de facto) dove ognuno decide su quale server registrarsi e nella rete federata può comunicare con tutti gli altri (potendo inoltre decidere se proteggere o meno le proprie comunicazione usando otr o omemo).
Purtroppo è un'opzione utilizzata da pochissime persone perché nel mondo dell'IM quasi tutti utilizzano whatsapp e sembra quasi normale regalare a colossi privati un sacco di informazioni (tra cui la propria rubrica del telefono, i file multimediali presenti sul dispositivo e un sacco di metadati).
- Nel contesto professionale fortunatamente riesco a vivere pure senza questo servizio (capisco che altri potrebbero avere delle difficoltà)
- Nel contesto privato, senza whatsapp, sicuramente vengo escluso da alcuni giri di informazioni. Le infomrazioni importanti comunque vengo a saperle;)
Magari non riceverò decine di messaggi giornalieri ma sinceramente sto bene pure senza (sicuramente sono io fortunato ad avere avuto un'adolescenza dove o si comunicava in presenza o si doveva alzare la cornetta e quindi ho avuto l'opportunità di vedere che sono possibili rapporti interpersonali al di là dei messaggini. ps. sembra un discorso da "nonni" ma ho "solo" 36 anni e non sono un luddista :p).

Whatsapp è comunque uno strumento talmente inclusivo/esclusivo che capisco che purtroppo per alcuni il suo utilizzo potrebbe essere quasi una imposizione.

Sia nel contesto privato, sia soprattutto in quello lavorativo, quello che cerco di fare è dirottare il maggior numero di comunicazioni elettroniche sulla posta elettronica.
Se che non è una soluzione, ma fin che posso resisto.

Come ben detto da qualcuno prima è una questione di libertà di scelta che porta naturalmente a delle conseguenze.
Sta ad ognuno di noi capire dove posizionarsi e in generale quali compromessi fare. L'importante è che le scelte vengano fatte in modo consapevole e quindi, dal mio punto di vista benvengano discussioni di questo genere:)

@allinone per me l'essere sociopatici e paranoici *in alcuni contesti* rappresentano delle virtù :

Ciao leo

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da allinone » 24 settembre 2017, 19:05

Sia nel contesto privato, sia soprattutto in quello lavorativo, quello che cerco di fare è dirottare il maggior numero di comunicazioni elettroniche sulla posta elettronica.
Se che non è una soluzione, ma fin che posso resisto.
mediamente è quello che faccio anche io. Questo non vuol dire che è facile, anzi tutt'altro quando si ha a che fare con tanti, putroppo troppi, che pensano che l'informatica possa essere l'espressione di quello che sta tra WhatsApp e Facebook e che possa essere azionabile possibilmente dal solo uso dell'indice :( .

Che poi sono le stesse persone che sui loro smartphone installano di TUTTO, però..., questo TUTTO prevede un però, se chiedi loro di installare un app alternativa a WhatsApp, con la quale magari comunicare in alternativa o parallelamente, ti sentirai rispondere, nella migliore delle ipotesi, che la memoria sta per finire.

Boh, sarò io...

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Re: WhatsApp: devo soccombere per forza?

Messaggio da TheSaint » 25 settembre 2017, 22:10

Per me whatsapp è il più smodato tra gli IM. È quello che ha introdotto l' uso del numero di cellulare e la rubrica a casa sua. Poi per l' uso della interfaccia web, bisogna sempre confermare con il QR code. Tanto vale usare lo smartphone.
Per convenienze preferisco Viber. Installabile anche con linux e senza l' assilazione del QR code.
Belli i tempi di ICQ :P
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